Come rimanere a dieta durante le feste natalizie


La dieta durante le festività natalizie di solito passa in secondo piano per via delle numerose bontà alimentari che offre il nostro bel paese. Sono in molti a buttare via i loro accurati programmi dietetici per gustare delle ottime prelibatezze festive che il Natale riesce ad offrire.

Ma non c’è bisogno di buttare via il duro lavoro svolto nei mesi, specialmente con l’arrivo del Natale, poiché i dietologi di tutto il mondo hanno individuato che ci sono molti piatti gustosissimi che possono essere consumati senza andare ad intaccare i risultati della nostra dieta.


La perdita di peso e la dieta n generale sono un viaggio molto difficile che tutti si trovano a compiere almeno una volta nella vita. Ma la dieta durante il periodo natalizio può essere particolarmente difficile a causa delle varie prelibatezze festive che possono catturare l’attenzione di chiunque.

Dai panettoni di Natale ai deliziosi biscotti, per poi passare alle fritture, alla frutta secca, ai preparati da forno. Anche i più attenti tra tra tutti noi si trovano con la possibilità di prendere qualche chlo di peso in pochissimi giorni.

Per questo motivo, in questo articolo vogliamo consigliarvi una serie di alimenti sani e dietetici ma al tempo stesso molto gustosi che non andranno ad influire negativamente sul vostro regime dietetico.


I 10 migliori cibi di Natale per il 2019

1. Cavoletti di Bruxelles: li adori o li odi, i cavoletti di Bruxelles sono una buona fonte di vitamina C e acido folico e forniscono anche fibre, necessarie per mantenere sano l’intestino.

2. Carote: le carote forniscono beta-carotene, che il corpo converte in vitamina A, importante per la visione normale e un sistema immunitario sano.

Le carote possono essere preparate in molti modi diversi – arrostite con erbe come rosmarino e timo, grattugiate in insalate, schiacciate con cumino – anche deliziose al vapore o servite crude con hummus per un tuffo vegano alla festa di Natale.

3. Mirtilli rossi: I mirtilli freschi o congelati sono ricchi di vitamina C, ma poiché sono affilati, i prodotti di mirtilli rossi possono avere molto zucchero aggiunto.

4. Salmone o pesce azzurro: il salmone è ricco di acidi grassi omega-3 a catena lunga che sono importanti per la salute del cuore. Si consiglia inoltre di includere una porzione di pesce azzurro nella dieta almeno due volte la settimana.

Il Natale è il momento perfetto per aumentare l’apporto di salmone e pesce azzurro poichè in questo periodo nel nostro paese si riesce a trovare in grande quantità, appunto poichè anche la tradizione spesso lo richiede.

Anche il pesce azzurro è un ottimo alleato per la il controllo dei chili in eccesso poichè offre un basso contenuto di calorie e tantissimi nutrienti ottimi.

05. Tacchino: il tacchino tradizionale senza pelle è una fonte magra di proteine ​​ed è anche una fonte di vitamine del gruppo B (vitamina B6 e B12) che aiutano a sostenere un sistema immunitario sano.

06. Limone: Tutti gli agrumi aiutano a rilasciare grasso (di nuovo, è la vitamina C che ha questa caratteristica). Puoi scegliere delle arance o il limone / lime, ma i limoni molto chiari e aspri contengono “un acido debole che aiuta a stimolare lo stomaco per una digestione ottimale. Come risultato, sono un segreto chiave nel dimagrimento, soprattutto appiattendo l’area della pancia.

07. Fagioli: Ecco una fonte segreta di proteine sane e salutari. molti nutrizionisti raccomandano i fagioli per aiutare con il metabolismo energetico poiché sono ricchi in vitamine del gruppo B, fibre e proteine. Per calcolare una porzione di giuste dimensioni, pensate ad una tazza da latte a persona; non ci vuole altro riempirti e frenare l’appetito. Ottimi con la zucca e nelle zuppe.

Se invece volete un semplice trucchetto per evitare di mangiare troppo quando andate ad una cena…beh, ricordarevi mangiare un frutto poco prima di andare, così il vostro stomaco non sarà proprio vuoto e avrete una minor sensazione di fame.

Buon Natale a tutti

Tiroidite di Hashimoto: cause e dieta da seguire

Tiroidite di Hashimoto

Cos’è la tiroidite di Hashimoto?

La tiroidite di Hashimoto, o malattia di Hashimoto, è un disturbo che colpisce la ghiandola tiroidea. La tiroidite di Hashimoto è anche nota come tiroidite autoimmune cronica e tiroidite linfocitica cronica. È la causa più comune di ipotiroidismo negli Stati Uniti ed in Europa nelle persone di età superiore ai 6 anni (si avete letto bene). È molto più comune nelle donne che negli uomini. L’età massima di insorgenza per le donne è compresa tra 30 e 50 anni; invece la maggior parte degli uomini colpiti in genere sviluppa la condizione 10-15 anni dopo rispetto alle donne anche se alcuni casi si sviluppano anche tra i 30enni.

Il nome della patologia deriva dal patologo che nel 1912 descrisse per la prima volta le caratteristiche microscopiche della malattia. La tiroidite di Hashimoto è la causa più comune di ipotiroidismo in aree dove il consunmo di iodio è piuttosto scarso. In generale, senza il sodio, avviene una graduale perdita della funzione tiroidea, spesso accompagnata da un ingrossamento della ghiandola tiroidea, noto anche come gozzo. La tiroidite di Hashimoto è più comune nelle donne di mezza età e tende ad essere frequente all’interno delle famiglie.

Quali sono le cause della Tiroidite di Hashimoto?

Si ritiene che la causa di questa patolodia sia una combinazione di una predisposizione genetica con un innesco ambientale che scaena il processo di distruzione della tiroide ( tiroidite autoimmune). Ciò che effettivamente innesca la risposta immunitaria contro la ghiandola tiroidea rimane sconosciuto. Ulteriori fattori, tra cui ereditarietà, sesso ed età, svolgono un ruolo nello sviluppo di questo disturbo.

Ecco cosa accade. Normalmente, il sistema immunitario agisce per proteggerci da virus, batteri e sostanze estranee (antigeni) che invadono il corpo. In condizioni di malattia autoimmune, il sistema immunitario attacca erroneamente parti del corpo stesso. Nel caso della tiroidite di Hashimoto, il sistema immunitario attacca la ghiandola tiroidea. Il processo autoimmune provoca infiammazione della ghiandola tiroidea (tiroidite) con conseguente compromissione della capacità della ghiandola tiroidea di produrre ormoni, portando all’ipotiroidismo. La ghiandola pituitaria risponde aumentando il TSH e tenta di stimolare la ghiandola tiroidea a produrre più ormoni tiroidei. Ciò può causare la crescita della ghiandola o l’insorgere del famoso gozzo.

I sintomi della Tiroidite di hashimoto

I segni o i sintomi dell’ipotiroidismo variano ampiamente da persona a persona, a seconda della gravità della carenza di ormoni. Alcuni dei principali problemi o fastidi riscontrati nei pazienti affetti da questa patologia includono:

  • Fatica eccessiva non giustificata
  • Scarsa concentrazione e dimenticanza
  • Sensazione di freddo eccessivo
  • Stipsi (difficoltà nel defecare)
  • Pelle secca
  • Ritenzione idrica
  • Dolori e rigidità non specifici nei muscoli e nelle articolazioni
  • Sanguinamento mestruale eccessivo o prolungato (menorragia)
  • Depressione
  • Aumento di peso
  • Gonfiore in faccia
  • Infertilità (difficoltà a rimanere incinta)
  • Capelli sottili e sfibrati
  • Perdita di capelli
  • Battito cardiaco lento
  • Periodi mestruali irregolari
  • Diminuzione della sudorazione (sudore)
  • Unghie spesse o fragili
  • Diminuzione dei riflessi muscolari
  • Mani e piedi gonfi
  • Pelle fredda
  • Sonnolenza.

Come viene diagnosticata la tiroidite di Hashimoto?

Alla maggior parte delle persone viene diagnosticata la tiroidite di Hashimoto dopo aver sperimentato i sintomi tipici dell’ipotiroidismo precedentemente annotati. Alcuni pazienti vengono diagnosticati senza sintomi durante gli screening di routine e altri vengono diagnosticati dopo che si è scoperto che un membro della famiglia ha la stessa malattia.

La diagnosi si basa sui risultati degli esami del sangue che misurano i livelli di ormone tiroideo e ormone stimolante la tiroide (TSH). Questi esami del sangue confermano l’ipotiroidismo, ma l’aggiunta di test autoanticorpali positivi indica ulteriormente la tiroidite di Hashimoto come causa sottostante.

La malattia di Hashimoto è fatale?

La tiroidite di Hashimoto può essere fatale ma solo se non trattata per lungo tempo; può causare coma o problemi cardiaci – ma con il trattamento giusto la guarigione è rapida.

Le prospettive per quelli con tiroidite di Hashimoto sono piuttosto buone in confronto a persone affette da altre malattie autoimmuni. La cura prevede una terapia sostitutiva dell’ormone tiroideo a lungo termine, con regolari esami del sangue e monitoraggio dei sintomi, gli effetti collaterali sono minimi e la prognosi a lungo termine è buona.

I livelli degli ormoni tiroidei vengono generalmente controllati ogni 6-12 settimane quando il farmaco viene attivamente modificato e, successivamente, dopo 6-12 mesi una volta stabile. Se si verificano effetti collaterali come quelli sopra indicati, è necessario consultare il proprio medico.

Quando andare dal dottore?


Consulta il tuo medico se sviluppi questi segni e sintomi:

  • Stanchezza senza motivo apparente
  • Pelle secca
  • Viso pallido e gonfio
  • Stipsi
  • Sonnolenza

Dovrai anche consultare il medico per i test periodici della funzione tiroidea se:

  • Negli ultimi anni hai avuto un intervento chirurgico alla tiroide
  • Hai avuto un trattamento con iodio radioattivo o farmaci anti-tiroidei
  • Nel caso di radioterapia alla testa, al collo o alla parte superiore del torace
  • Se hai il colesterolo molto alto invece parla con il tuo medico per capire se l’ipotiroidismo può esserne la causa.

La malattia di Hashimoto durante la gravidanza è un problema?

Senza trattamento, l’ipotiroidismo può causare problemi sia alla madre che al bambino. Tuttavia, i medicinali per la tiroide possono aiutare a prevenire i problemi e sono sicuri da assumere durante la gravidanza. Ulteriori informazioni su cause, complicanze, diagnosi e trattamento dell’ipotiroidismo durante la gravidanza dovrebbero essere condivise con il proprio ginecologo.

Molte donne che assumono medicinali per l’ormone tiroideo hanno bisogno di una dose più alta durante la gravidanza, quindi è necessario contattare immediatamente il medico se si scopre di essere incinta.

Quale dieta seguire in caso di Tiroidite di Hashimoto?

La tiroide per funzionare correttamente ha bisogno di iodio, un minerale presente in molti alimenti non sempre facili da reperire anche se in alcuni Paesi gli organismi di salute pubblica sono venuti incontro ai consumatori.

Come? Semplicemente è stato aggiunto sodio all’interno di uno degli alimenti più diffusi sul mercato, ovvero il sale da cucina.

Tuttavia le persone con la malattia di Hashimoto o altri tipi di disturbi autoimmuni della tiroide possono essere sensibili agli effetti collaterali dannosi dello iodio.

Mangiare cibi che contengono grandi quantità di iodio, come alghe, dulse o altri tipi di alghe, può causare ipotiroidismo o anche peggiorare la situazione. L’assunzione di integratori di iodio può avere lo stesso effetto.

Parla con il tuo medico di quali alimenti dovresti limitare o evitare. Fagli sapere se prendi integratori di iodio o sale iodato. Inoltre, condividi informazioni su eventuali sciroppi per la tosse che prendi, perché potrebbero contenere iodio.

Le donne hanno bisogno di un po’ più di iodio durante la gravidanza perché il bambino riceve iodio dalla dieta della madre. Tuttavia, troppo iodio può anche causare problemi, come il gozzo nel bambino. Se sei incinta, parla con il tuo medico di quanta iodio ti serve.

Influenza dell’alcol sulla salute

Gli alcolici sono delle bevande a base di liquore derivanti dalla fermentazione di alcuni frutti, dai quali nascono prevalentemente alcolici e mirti e dalla fermentazione di grano, orzo e altri cereali. Spesso esiste una forte influenza dell’alcol sulla nostra salute.

Gli alcolici come agenti depressivi

L’alcol è una sostanza che ha un effetto immediato sul nostro organismo, ci rende più rilassati, più euforici e spesso felici.

Proprio per queste sue caratteristiche nessuno pensa che esso sia invece un agente depressivo: infatti come tale, altera lo stato dell’umore, ci fà avere meno giudizio nelle azioni che compiamo e ci fà perdere le inibizioni.

Inoltre influisce sulla nostra coordinazione. Maggiore è la quantità di alcol ingerita e maggiore sarà il suo effetto; tuttavia questo effetto in campo medico è definito come breve termine. Gli effetti svaniscono quando il nostro organismo espelle e metabolizza l’alcol.

Rischi e benefici dell’assunzione di alcol

L’alcol se consumato in moderate quantità (vino 1 bicchiere al giorno) può avere degli effetti benefici per la nostra salute: infatti delle sostanze disciolte in esso fanno si che il nostro sistema arterioso funzioni meglio, abbassando la probabilità di subire degli infarti. Tuttavia, un consumo elevato può portare molti rischi, tra cui infarti stessi, tumori alla bocca, al colon ed ai polmoni. E la lista non finisce qui: ulcere, cancro, malattie al fegato, cirrosi epatica, epatiti ed altre, possono essere innescate da un consumo eccessivo di alcol!

La chiave che porta verso lo star bene come sempre è la moderazione. tuttavia non bisogna fare di tutta un ‘erba un fascio. Esistono tante bevande a base di alcol e queste variano sopratutto per la quantità di alcol presente al loro interno: si va da pochissimi Vol. per sidri, birre fino ai 12-17 per i vini e addirittura fino ai 90 gradi per i superalcolici. Questi in particolare dovrebbero essere bevuto solo raramente, e solo se si è in condizioni di salute ottimali.

Studi recenti su alcol e salute

Nel giugno del 2018, uno studio pubblicato sulla rivista PLOS Medicine ha scoperto che tra gli anziani, un consumo di alcol moderato (nell’intervallo da uno a quattro drink a settimana) era associato a un rischio di morte leggermente inferiore rispetto a consumo “zero”. Nell’agosto del 2018, due studi più ampi hanno esaminato l’impatto dell’alcol sulla salute. Il primo, pubblicato su The Lancet, includeva solo persone che bevevano almeno un po’ di alcol.

Tale studio ha concluso che le raccomandazioni comuni relative al bere “moderato” (un drink al giorno o meno per le donne e due drink al giorno o meno per gli uomini) potrebbero essere troppo. Il secondo studio, pubblicato anch’esso su The Lancet, era ancora più importante.

Sono stati esaminati i dati di centinaia di studi e altre fonti (comprese le vendite di alcol, il consumo di bevande alcoliche fatte in casa e persino stime del consumo turistico) in 195 località ed ha analizzato l’impatto complessivo sulla salute correlato al consumo di alcol, inclusi morte e disabilità a causa di incidenti automobilistici, malattie infettive, cancro e malattie cardiovascolari. Ha concluso che l’opzione migliore per la salute generale era di non bere affatto.

Da notare che la definizione di “bevanda” in questo studio era di 10 grammi di alcol, ovvero il 30% in meno di una bevanda standard negli Stati Uniti, ma il 25% in più di una bevanda standard nel Regno Unito.

L’opinione dell’Onu

A settembre 2018, un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità ha rilevato che circa 3 milioni di persone muoiono ogni anno a causa del consumo eccessivo di alcol. Questo è il 5 percento di tutti i decessi. Gli alcolici sono anche un importante fattore di rischio per morte precoce e disabilità tra le persone di 15 e 49 anni. In aggiunta bisogna ricordare che un consumo eccessivo di alcol provoca nu aumento di peso considerevole e l’aggravarsi di tutte le malattie associate al sovrappeso.

Gli ormoni e i loro effetti sul nostro organismo

Gli ormoni o anche steroidi anabolizzanti sono uno dei brutti mali che troppo spesso infettano il mondo dello sport, sopratutto quello non agonistico, dove i controlli medici sono piuttosto scarsi. Per aumentare l’informazione su tali sostanza, passiamo in rassegna i principali ormoni utilizzati in ambito sportivo, ricordando che tali sostanze non devono mai essere assunte al fine di un aumento delle prestazioni sportive poichè possono arrecare al nostro corpo danni irreparabili di cui quasi nessuno parla.

ORMONE DELL’ACCRESCIMENTO (conosciuto anche come GH)

Il GH (ormone della crescita) è l’ormone dell’accrescimento ed è prodotto dall’ipofisi, piccola ghiandola posta nella scatola cranica alla base del cervello (essa produce molti altri ormoni che controllano anche la funzione sessuale nell’uomo e nella donna). Durante la crescita, l’azione del GH facilita la deposizione della cartilagine di accrescimento che, disposta nelle parti distali delle ossa, porta all’accrescimento in lunghezza delle ossa stesse. Un eccesso di produzione di GH, durante l’accrescimento, sviluppa il quadro del gigantismo.

Se l’eccesso di produzione permane dopo il completamento dell’accrescimento corporeo (intorno ai 20 anni), si sviluppa il quadro dell’acromegalia. L’acromegalico presenta caratteristiche somatiche tipiche: i lineamenti del volto molto marcati con bozze frontali molto prominenti e grosso naso, la mandibola è grossa e squadrata, le mani sono larghe e le dita nodose.

Attualmente il GH è sintetizzabile; tutto il GH di provenienza animale è stato ritirato dal commercio per il rischio di contrarre il morbo della “mucca pazza”. L’indicazione terapeutica del GH è per il trattamento di bambini con insufficienza ipofisaria.

Nell’ambiente sportivo il GH proviene esclusivamente dal mercato nero spesso in forma adulterata. Il suo uso stimola la deposizione di massa muscolare e la riduzione della massa grassa .
Il GH viene normalmente prodotto in condizioni di attivazione del sistema neurovegetativo simpatico (tipicamente durante il lavoro muscolare) pertanto è difficile rilevare un’eventuale somministrazione di GH esogeno

ACTH (Corticotropina)

E’ uno degli ormoni prodotti dall’ipofisi.
La corticotropina stimola la funzione della corteccia surrenale, la quale produce ormoni che, a loro volta, controllano il metabolismo glucidico e l’equilibrio idrico salino. L’attivazione dell’ACTH e della corteccia surrenale è tipica nelle condizioni di stress, pertanto la giustificazione nell’uso di questo ormone è quella di fornire all’atleta una maggior quota di ormone per fronteggiare lo stress. Le complicazioni sono gravi tenuto conto dell’azione multifocale dell’ACTH e degli ormoni surrenali: ritenzione idrica, diabete, alterazioni cutanee, riduzione delle difese immunitarie, miopatie, obesità, osteoporosi, ulcera gastroduodenale.

GONADOTROPINA CORIONICA

Questo ormone ha effetti diversi nell’uomo e nella donna. Nell’uomo, controlla la produzione di testosterone, pertanto viene assunto per ottenere gli stessi effetti degli ormoni androgeni steroidei. Nella donna controlla il processo dell’ovulazione; è anche detto “l’ormone della gravidanza”. Gli effetti collaterali sono riconducibili a quelli degli steroidi anabolizzanti. Due sintomi gravi sono rappresentati dalla cefalea fastidosissima e, sul piano psicologico, dalla depressione.

ERITROPOIETINA (EPO)

Si tratta di una molecola glicoproteica di dimensioni relativamente piccole responsabile del controllo della produzione di globuli rossi. Nel 1977 fu ottenuta EPO purificata dalle urine umane. La sintesi di EPO si effettua per il 90% nei reni e per il 10% nel fegato. Nel rene alcune cellule funzionano come sensori dello stato di ossigenazione del sangue: se questo scende, i sensori inducono sintesi di EPO da parte di specifiche cellule poste vicino ai tubuli renali. L’EPO prodotta nel rene va poi ad agire a livello del midollo osseo stimolando la produzione di globuli rossi. Dal 1983 è stato possibile ottenere EPO mediante la tecnica del DNA ricombinante e renderla quindi disponibile in clinica per il trattamento delle anemie nei nefropatici cronici.

L’EPO endogena e l’EPO esogena sono perfettamente sovrapponibili dal punto di vista degli effetti e questo è largamente vero anche dal punto di vista della struttura chimica. La dose nei pazienti anemici per nefropatia è di 50 UI/kg per tre volte alla settimana per via endovenosa; l’efficacia di trattare in questo modo viene valutato misurando l’ematocrito e cioè il rapporto volumetrico tra parte corpuscolata del sangue (globuli rossi) e plasma.

Nell’arco di tre mesi si raggiunge uno stato stazionario che viene successivamente mantenuto dimezzando la dose ed effettuando piccole correzioni di somministrazione (dell’ordine di 10- 20 UI/kg). L’EPO possiede un’emivita di 3-4 ore ma in effetti la farmacocinetica e la farmacodinamica possono prolungarne l’azione sino a 5-10 giorni dopo l’ultima somministrazione; questa inerzia ne determina una gestione delicata che può facilmente sfuggire di mano

Uso dell’EPO

L’uso dell’EPO nel mondo sportivo è finalizzato ad aumentare la massa dei globuli rossi, e quindi il trasporto di ossigeno nel sangue, nelle discipline di resistenza.

L’aumento dei globuli rossi è valutato in termini di ematocrito che indica la frazione volumetrica occupata dai globuli rossi nel sangue. Normalmente la massa dei globuli rossi è il 45% della massa sanguigna; un suo aumento eccessivo porta alla complicazione della trombosi. L’ematocrito aumenta con l’esposizione all’alta quota: ci vogliono mediamente tre settimane perchè dal valore fisiologico di 45 si arrivi a 50 e almeno quattro per raggiungere il 52. Le oscillazione dell’ematocrito sono quindi fisiologicamente lente.
L’ematocrito si misura centrifugando il sangue, procedura che consente una separazione dei globuli rossi dal plasma: i primi, avendo densità maggiore si accumulano nella parte bassa della provetta, il secondo si dispone nella parte superiore. Con mezzi tecnici adeguati, la misura dell’ematocrito è relativamente facile; con mezzi da campo può dare origine ad errori consistenti.
Il limite di 50 posto per gli atleti rappresenta un valore considerato patologico in ambito clinico; in termini sportivi significa di fatto liberalizzare l’uso dell’EPO purchè non si oltrepassi il limite di 50.
Sulla validità del limite si può ovviamente disquisire. Hanno influenza sull’ematocrito lo stato di idratazione dell’organismo e quindi anche il volume della massa plasmatica. In condizioni di disidratazione l’ematocrito tende ad aumentare; un aumento dell’ematocrito si registra anche al mattino in conseguenza del fatto che, durante la notte, si verifica una tendenza alla riduzione della massa plasmatica per maggior perdita di acqua attraverso le urine.

STEROIDI ANABOLIZZANTI

Gli steroidi anabolizzanti sono sostanze con azione simile a quella dell’ormone maschile testosterone. Le sostanze, come d’altra parte l’ormone, legandosi a specifici recettori cellulari inducono modificazioni tipiche legate alla differenziazione sessuale, principalmente un aumento della massa muscolare e della forza.
Negli steroidi di sintesi viene ridotto l’effetto mascolinizzante mantenendo però l’effetto stimolante sul metabolismo proteico (deposizione di matrice muscolare). Le dosi dopanti (50-200 mg al giorno) sono dieci volte superiori a quelle consigliate per uso terapeutico. Si possono assumere per bocca o con iniezione ritardo.

Negli Stati Uniti sono disponibili statistiche relative all’uso degli steroidi anabolizzanti: tra il 92 e il 93 almeno 500000 persone hanno fatto uso di steroidi, con un giro economico stimato in 100 milioni di dollari all’anno. Almeno 1 ragazzo su 15 ne ha fatto uso; il 25% di questi ragazzi ha invocato una ragione puramente estetica nell’assunzione delle sostanze.

Effetti sulla massa muscolare

L’assunzione di ormoni steroidei induce un aumento della massa muscolare e questo, a sua volta, consente di affrontare allenamenti più pesanti e di conseguenza miglioramenti più marcati derivanti dall’allenamento stesso nelle prove di scatto e potenza. Inoltre gli steroidi inducono riduzione della massa grassa. L’assunzione di farmaci steroidei inibisce la sintesi endogena di testosterone. In uno studio condotto su sollevatori di pesi che assumevano steroidi anabolizzanti si è riscontrato che, alla cessazione della somministrazione, la concentrazione plasmatica di testosterone era ridotta alla metà del normale e rimaneva inferiore al normale per 12-16 settimane.

Nei maschi, si verifica anche un aumento dell’ormone femminile estradiolo di circa sette volte rispetto al normale da cui può derivare ginecomastia .
Una grave complicazione è rappresentata dalla perdita delle proprietà meccaniche ed elastiche del connettivo (tendini) con facilità di rottura .
E’ dimostrato un aumento della facilità alla formazione di trombi, un aumento del rischio di infarto e di complicazioni cardiovascolari
Si riscontra una riduzione della frazione dei lipidi plasmatici indicata come HDL (cosidetto colesterolo “buono”) ed un aumento della frazione LDL (cosidetto colesterolo “cattivo”).


Un altro effetto negativo legato all’uso degli steroidi è la depressione della risposta immunitaria .
Nel sesso femminile si verifica la completa disorganizzazione del ciclo mestruale, un arresto dell’accrescimento corporeo, il cambiamento della voce, la crescita di peli, irsutismo, un aumento della secrezione sebacea, acne e riduzione di volume delle mammelle.

ANABOLIZZANTI NON STEROIDEI

Includono sostanze con effetto anabolico se somministrate sistematicamente (salbutamolo, salmeterolo, terbutalina, beta-agonisti).

Problema pancia gonfia

Perché spesso quando ci guardiamo allo specchio vediamo il nostro addome gonfio e sentiamo la pancia gonfia che ci scoppia? Quello che in molti non sanno è che la digestione regola l’assorbimento dei cibi che ingeriamo con la dieta.

Accade sempre con maggior frequenza che ci sia un problema di malassorbimento delle sostanza nutritive che provoca  acidità di stomaco e fermentazione del cibo ingerito con conseguente formazione di gas intestinali. Le cause sono un ristagno di liquidi nell’organismo (ritenzione liquida) e aria nell’intestino. Questo è uno dei principali problemi di chi ha la pancia gonfia!

Una delle principali cause della pancia gonfia

I tre principi nutritivi che compongono l’alimentazione umana, vengono digeriti dal nostro organismo in modo differente: i carboidrati vengono scomposti nella bocca, nello stomaco e nell’intestino tenue; le proteine nello stomaco e nell’intestino tenue, i lipidi o grassi solo nell’intestino tenue.


Anche gli enzimi che consentono la digestione dei tre gruppi nutritivi sono diversi: per i carboidrati si tratta di quelli contenuti nella saliva, come la ptialina. Le proteine, invece, vengono disgregate dall’acido cloridrico e dalla pepsina, mentre l’assimilazione dei grassi avviene per azione dei succhi pancreatici.

Come capirete la scomposizione dei principali nutrienti  avviene non solo diversamente ma anche in luoghi del nostro corpo differenti.
Poiché la maggior parte dei cibi è costituita da una combinazione dei tre nutrienti (carboidrati, grassi e proteine), il nostro organismo in condizioni normali è perfettamente in grado di mettere in atto le tre azioni contemporaneamente.


Tuttavia in alcuni casi il nostro organismo non riesce a funzionare correttamente e da li si creano i primi problemini. Questo accade quando si verificano abbinamenti alimentari particolarmente contrastanti.

Combinando in maniera attenta i cibi si ottiene un miglioramento di digestione e assorbimento che si traduce rapidamente in una riduzione del girovita e del gonfiore.

Se il nostro orgnismo non riesce a funzionare correttamente e da li si creano i primi problemini. Questo accade quando si verificano abbinamenti alimentari particolarmente contrastanti. Combinando in maniera attenta i cibi si ottiene un miglioramento di digestione e assorbimento che si traduce rapidamente in una riduzione del girovita e del gonfiore.

Le cinque regole per evitare la pangia gonfia

A tal proposito esistono queste cinque regole:

  1. Non combinare mai tipi diversi di proteine (per esempio latte e carne, uova e formaggio, pesce e legumi…)
  2. Mai mangiare carboidrati con la carne
  3. Elimina gli zuccheri semplici e quelli complessi (per esempio pasta e frutta)
  4. Evitare il più possibile l’associazione di diverse fonti di carboidrati
  5. Evitare le bevande acide durante i pasti

Ulteriori cause della pancia gonfia

Spesso ad aggravare la situazione o a far apparire quel fastidioso senso di gonfiore è proprio il nostro stato d’animo.

Una vita sedentaria, il duro lavoro al computer e lo stress della vita di tutti i giorni spesso è uno dei fattori che scatenano irritazione nel nostro stomaco causando una cattiva digestione. Si sente parlare di “stomaco come secondo cervello” ed è vero! Lo stomaco è un organo molto sensibile e riflette il nostro stato d’animo.

Se siete stressati quindi, provate a ritrovare il vostro equilibrio, magari aumentando il tempo da dedicare alle cose che davvero vi piace fare.

Cosa sapere sulle alternative al latte di origine animale

Non ho necessariamente bisogno di includere prodotti a base di latte dalla mia dieta. Ma come consumatore curioso per la cucina ed i cibi, l’alimentazione e l’utilizzo di ingredienti innovativi, vedere alternative al latte a base vegetale mi rende curioso di saperne di più.

Per alcuni individui, mal di pancia e mal di testa o le reazioni allergiche sono alla base del passaggio dal latte vaccino a forme di latte di origine vegetale. Per altri passare da prodotti lattiero-caseari a prodotti sostitutivi può essere un passaggio spinto dalla motivazione di provare un sapore o una consistenza nuova o semplicemente differente.

Qualunque sia la ragione, c’è una varietà di alternative al latte trale quali scegliere, per scopi diversi.

Motivi per cui le persone provano un’alternativa al latte di origine animale

✓ Intolleranza al lattosio

✓ allergia al latte

✓ Dieta o stile di vita vegano

✓ Preoccupazioni sulle infiammazioni dello stomaco o del colon

✓ Problemi con il morbo di Crohn e la colite o sindrome dell’intestino irritabile

✓ Preoccupazioni sull’utilizzo di antibiotici, pesticidi o ormoni negli allevamenti industriali

✓ Motivazioni etiche

Le principali alternative

  1. Latte di soia
  2. Latte di mandorla
  3. Latte di riso
  4. Latte di avena


Considerazioni sulla salute e sulla crescita dei bambini

I principali consumatori di latte nel mondo sono i bambini. Coloro che potrebbero essere allergici ai latticini possono provare un’altra fonte di vitamine e proteine? Alcune ricerche hanno analizzato se i latti a base vegetale sono buoni per i bambini così come il latte animale. Una porzione di latte intero fornisce 8 g di proteine ​​di alta qualità con tutti gli amminoacidi essenziali (il 60% della dose giornaliera raccomandata per i bambini e il 40% della RDA per i bambini piccoli).

Il latte è una buona fonte di vitamina D, calcio e proteine ​​e, come tale, include ingredienti che supportano la crescita nei bambini. Come si misurano le bevande non caseari in termini di crescita? Uno studio ha trovato un’associazione tra il consumo di bevande di latte non vaccino e una altezza infantile inferiore alla media.

Ci sono alcuni nutrienti che sono più importanti in diverse fasi entro i primi 2 anni di vita di un bambino, come ad esempio le calorie, il ferro e le proteine. In giovane età, il latte materno o i sostituti diretti sono raccomandati su tutte le altre alternative, non solo per ciò che contengono, ma anche per quello che innescano (utilizzo e assimilazione del sodio).

Quale soluzione scegliere allora?

La scelta non è necessariamente semplice: anche all’interno di alternative non casearie rimangono le risposte definitive a importanti problemi di salute: qual è l’effetto a lungo termine degli isoflavoni di soia sui recettori degli estrogeni e sulla funzione ormonale? C’è un’influenza differente tra le donne e gli uomini? Gli additivi e i conservanti sono contenuti o no nelle alternative a base di latte vegetale? I latti derivati dalle noci (mandorle) aggiungono troppi omega-6 e non pochi grassi omega-3 – e questo rappoto spesso è associabile a stati infiammatori. I latti non caseari devono essere biologici? Queste domande dimostrano che c’è ancora molto da capire per i ricercatori e la soluzione ancora non è definita.

Qual è l’effetto a lungo termine degli isoflavoni di soia sui recettori degli estrogeni e sulla funzione ormonale? Questo influenza le donne e gli uomini in modo diverso? Gli additivi e i conservanti sono sicuri nelle alternative a base di latte vegetale o sono buoni solo i latti puri? I latti di noce aggiungono troppo omega-6 e non abbastanza grassi omega-3 – è questo pro-infiammatorio? I latti non caseari devono essere biologici? Queste domande dimostrano che c’è ancora molto da capire per i ricercatori.

Restare in salute mangiando uova

Oggi parliamo delle uova. Molto spesso si parla di questo alimento in modo sbagliato, affidandosi alle credenze popolari. In realtà questo prodotto nasconde molte proprietà ottime per la salute. Scopriamole!

Le uova sono una buona fonte di proteine, ma è importante conservarle, gestire e prepararle nel modo corretto. Le uova sono una buona scelta all’interno di una dieta sana ed equilibrata. Oltre ad essere una fonte di proteine, contengono anche vitamine e minerali. Possono far parte di un pasto sano veloce e facile da preparare. Tuttavia, per evitare qualsiasi eventuale rischio di intossicazione alimentare, è importante conservarle e cuocerle in modo corretto. Questo consiglio vale soprattutto per le persone vulnerabili, tra cui i più giovani, gli indisposti, le donne incinte e le persone anziane.

Le uova nella nostra alimentazione

Le uova sono una buona fonte di:

  • proteine
  • vitamina D
  • vitamina A
  • vitamina B2
  • iodio

Non c’è un limite specifico su quante uova la gente dovrebbe mangiare. Ma per ottenere i nutrienti necessari, assicuratevi di seguire una dieta molto varia. Esagerare con le uova può portare a tutti i problemi legati ad una eccessiva assunzione di proteine animali.

Uova e colesterolo

Le uova contengono colesterolo, e avere livelli elevati di colesterolo nel sangue aumenta il nostro rischio di malattie cardiache.
Tuttavia, la quantità di grassi saturi che mangiamo ha più effetto sulla quantità di colesterolo nel sangue rispetto a quello che apportano le uova.
Se il vostro medico di famiglia vi ha detto di tenere sotto controllo i vostri livelli di colesterolo, la vostra priorità dovrebbe essere quella di ridurre il contenuto di grassi saturi. Quindi, se state seguendo una dieta sana ed equilibrata e soffrite di colesterolo alto, dovreste diminuire l’assunzione di alimenti e cibi contenenti le uova, sopratutto quelli che contengono il tuorlo (la parte rossa dell’uovo).

Uova e sicurezza alimentare

Mangiare uova crude, uova con tuorli semiliquidi o qualsiasi cibo che è crudo o cotto solo leggermente e contiene uova crude può causare intossicazione alimentare, soprattutto in chi è in un gruppo ‘a rischio’. Questi gruppi comprendono di persone comprendono:

  • neonati e bambini
  • anziani
  • donne in gravidanza
  • persone che sono già malate

Questo perché le uova possono contenere batteri quali la salmonella, che può causare gravi malattie. Le uova pastorizzate invece riducono il rischio di salmonellosi. La pastorizzazione è un trattamento termico che utilizza temperature elevate per uccidere i batteri. Tuttavia, la maggior parte delle uova che si possono acquistare nei negozi non sono pastorizzate. Le uova pastorizzate vengono spesso vendute in forma liquida, essiccata o congelata.

Gli alimenti contenenti uova crude

Gli alimenti che sono fatti con uova crude e quindi non cotte o cotte solo leggermente, possono causare una intossicazione alimentare più o meno importante. Ciò accade perché i batteri nelle uova non vengono uccisi tramite cottura.
Di seguito alcuni alimenti che potrebero contenere uova crude:

  • maionese fatta in casa
  • condimenti per insalata
  • gelato
  • glassa
  • mousse
  • tiramisu

Come conservare le uova?

Ecco alcuni consigli per aiutarvi a conservare le uova in tutta sicurezza:
Conservare le uova in un luogo fresco e asciutto, la posizione ideale è nel frigo. Le uova devono essere conservate a una temperata costante sotto i 20 gradi e nella maggior parte delle cucine domestiche, il frigorifero è il posto migliore per tenerli.
Conservare le uova lontano da altri alimenti. E ‘una buona idea usare il portauova del vostro frigorifero, se ne avete uno, perché questo aiuta a mantenere le uova separate dagli alimenti in modo da non contaminarli.
Mangiate inoltre i piatti contenenti uova il più presto possibile dopo averli preparati. Se non hai intenzione di mangiarli subito, raffreddarli rapidamente e poi tenerli in frigo per un massimo di due giorni. Le torte possono essere tranquillamente conservate in un luogo fresco e asciutto, purché non contengono aggiunte come crema pasticcera.
Se si dispone di un uovo sodo che si desidera conservare in frigo, non lasciarlo più di 2-3 giorni.

Quante calorie ci sono in un uovo?

Per valutare se le uova sono sane, iniziamo guardando i suoi nutrienti. Un grande uovo ha circa 70 calorie. (5) Circa 55 di quelle calorie risiedono nel tuorlo.

La proteina dell’uovo ha il più alto valore biologico – una misurazione che determina quale percentuale di un dato nutriente, in questo caso le proteine, che il tuo corpo utilizza – di qualsiasi cibo.

Tra questi amminoacidi, le uova sono ad alto contenuto di leucina, uno dei tre amminoacidi a catena ramificata (BCAA) che la ricerca dimostra stimolare la sintesi del muscolo scheletrico riducendo al contempo la rottura delle proteine ​​muscolari evitando quindi l’indebolimento fisico.

Le uova inoltre contengono altre sostanze nutritive. Iniziamo con vitamine e minerali. Includono nutrienti che stimolano il sistema immunitario e antiossidanti come lo zinco, il selenio, il retinolo (vitamina A) e i tocoferoli (vitamina E).

Il tuorlo

Il tuorlo poi contiene anche una maggiore quantità di calcio, rame, ferro, manganese, fosforo, potassio, selenio e zinco rispetto al bianco o albume.

I tuorli d’uovo sono anche una buona fonte di lecitina e una delle poche fonti di cibo che contengono buone quantità di colina. Tra i suoi ruoli, la lecitina aiuta ad attivare gli enzimi come la superossido dismutasi e aumenta la secrezione biliare. E i ruoli di colina comprendono la sintesi fosfolipidica e la salute del cervello.

Cosa sono gli zuccheri aggiunti?

Gli zuccheri che vengono assunti nella dieta possono essere naturali o appunto zuccheri aggiunti. Gli Zuccheri naturali si trovano naturalmente in alimenti come frutta (fruttosio) e latte (lattosio). Zuccheri aggiunti sono zuccheri e sciroppi messi negli alimenti durante la preparazione o la trasformazione, o aggiunti alla base del composto naturale.

Gli alimenti contenenti zuccheri aggiunti

Le principali fonti di zuccheri aggiunti sono le comuni bevande analcoliche, i dolci, le caramelle, le torte, i biscotti, i succhi di frutta; dolci da latte e prodotti lattiero-caseari (gelati, yogurt zuccherato e latte zuccherato), e altri cereali (cannella pane tostato e miele-noci cialde). Anche i piselli in scatola ed in generale alcuni prodotti inscatolati contengono zuccheri aggiunti.

Fanno male?

Beh, essi aumentano l’apporto naturale di zucchero degli alimenti che stiamo mangiando, il che non è mai una cosa positiva; a lungo andare potremmo avere problemi legati al malassorbimento di zucchero da parte del nostro organismo.

L’assunzione giornaliera di zucchero consigliata per le donne è di circa 25 grammi e quella degli uomini di 36, ma è molto facile superarla senza nemmeno saperlo, grazie agli zuccheri aggiunti nascosti nei prodotti commerciali. Non c’è da stupirsi quindi che negli ultimi 20 anni ci sia stata un’epidemia di obesità!

Mentre una volta si pensava che lo zucchero fosse solo un male per i nostri denti, la gente si sta rendendo conto che lo zucchero è incredibilmente dannoso per la nostra salute in generale. I ricercatori ora dicono che è implicato nell’aumento del diabete di tipo 2, delle malattie cardiache, dell’ictus, della depressione e persino del cancro.

Il vero problema è che spesso questa tipologia di zucchero è presente in molti alimenti senza che il consumatore ne sia cosciente. Ciò può appunto determinare nel lungo periodo l’insorgenza di una serie di patologie legate ad un elevato apporto di zuccheri nel sangue, in primis casi di iperglicemia.

Conclusioni

Vi consigliamo sempre di leggere con attenzione le etichette degli alimenti che acquistate; se notate una percentuale di zuccheri elevata per 100gr (diciamo dai 5 gr in su), evitate di fare l’acquisto! Ne varrà sicuramente della vostra salute e del vostro aspetto fisico.

Si può bere l’acqua del rubinetto

Nel mondo vengono prodotte e si consumano annualmente oltre 120 miliardi di litri di acqua confezionata, venduta principalmente dalla grande distribuzione mentre l’acqua del rubinetto viene consumata principalmente nelle grandi città dove si a certezza della qualità dell’acqua. Con oltre 11 miliardi di litri in bottiglia prodotti nel 2002 l’italia è il più importante produttore europeo di acque confezionate.


In italia acquistano si consumano annualmente oltre 120 miliardi di litri di acqua confezionata. Con oltre 11 miliardi di litri prodotti nel 2002 l’italia è il più importante produttore europeo di acque confezionate (“saporita”).

Ma perchè spendere soldi per avere qualcosa che possiamo avere ad un costo molto basso ?

Il problema di certo non è solo quello dei costi, ma riguarda anche la qualità cioè, siete proprio sicuri che l’acqua che acquistate sia più salutare di quella del vostro rubinetto di sicuro è che le acque “pubbliche“ per legge sono sottoposte a duri e frequenti controlli da parte delle autorità sanitarie, mentre le sorgenti di acqua private non hanno la stessa attenzione. Inoltre bisogna stare ben attenti al tipo di acqua che si compra: con molti minerali, con poco/tanto sodio e via dicendo, poichè le concentrazioni saline possono influire anche sulla nostra salute (vedi ipertensione o pressione bassa).

La situazione in Italia

In Italia, siamo fortunati dato che in più dell’85% dei casi attingiamo ad acque sotterranee e solitamente molto protette e controllate. L’attuale normativa europea, ben applicata nel nostro paese, inoltre, prevede un controllo costante, con milioni di analisi all’anno, di 50 parametri chimici e microbiologici. La conformità si registra in più del 99% delle misurazioni mentre i rari casi in cui non vi è conformità riguardano la presenza di elementi chimici, come l’arsenico, naturalmente contenuti nella falda acquifera e legati alle caratteristiche del nostro territorio, ad esempio all’origine vulcanica di alcuni suoli.

Quindi, l’acqua del rubinetto può essere bevuta senza rischi; nel caso in cui però nel vostro quartiere o nella vostra città l’acqua non sembra essere proprio sana, potete affidarvi alla ASL di competenza per effettuare delle analisi in laboratorio.

Come comportarsi se l’acqua presenta un forte sapore/odore di cloro? 

Il cloro viene aggiunto all’acqua solo quando c’è il rischio di contaminazioni organiche. Nel caso dell’acqua di falda il rischio è praticamente assente. Ma questa sostanza viene aggiunta preventivamente quando vengono realizzati interventi sulle tubature dell’acquedotto. 

In tutti i casi in cui il sapore dell’acqua è molto forte oppure l’acqua corrente presenta molto calcare o ha un sapore non molto gradevole, è possibile ricorrere ai cosidetti sistemi filtranti.

I sistemi filtranti in commercio

Esistono in commercio alcuni sistemi per il filtraggio dell’acqua corrente. Tra i più comuni e senza alcun tipo di installazione ricordiamo le brocche filtranti.

Sono delle semplici blocche in plastica ricaricabili con l’acqua del rubinetto che contengono al loro interno un filtro composto da sostanze naturali le quali per lo più filtrano metalli pesanti, cloro, calcare ed eliminano gli odori presenti nell’acqua.

Potete acquistare la vostra brocca su amazon -> https://amzn.to/348YnGu

Utilizzo di Acido Folico e riduzione degli Ictus

In uno studio che ha coninvolto più di 20.000 adulti in Cina, tutti con una alta pressione sanguigna, e senza una storia di ictus o attacchi cardiaci, l’uso combinato di un farmaco contro l’ipertensione e l’assunzione di acido folico ha ridotto significativamente il rischio di Ictus (scarso circolo di sangue al cervello).
L’ictus è la principale causa di morte in Cina e la seconda causa di morte nel mondo. La prevenzione primaria (la prevenzione che deve avvenire prima di un primo episodio di ictus) è particolarmente importante perché circa il 77 per cento dei casi letali sono “primi eventi”. L’incertezza rimane per quanto riguarda l’efficacia della terapia con acido folico per la prevenzione di ictus in caso primario.
L’Università di Pechino ha condotto degli studi su 20.702 adulti con ipertensione senza storia di ictus o attacco cardiaco assegnati in modo casuale a ricevere un trattamento giornaliero con una combinazione di un farmaco anti ipertensione e acido folico (0,8 mg; n = 10.348), o solo una compressa contenente farmaci anti ipertensione (10 mg; n = 10.354). Lo studio è stato condotto dal maggio 2008 all’agosto 2013, in 32 comunità nelle province della Cina.
Durante il periodo di trattamento di 4,5 anni, il primo ictus si è verificato in 282 partecipanti (2,7 per cento) nel gruppo acido folico – anti ipertensivo rispetto ai 355 partecipanti (3,4 per cento) nel gruppo che prendeva solo il farmaco per combattere la pressione alta (una delle principali cause di questo male), con una riduzione del rischio assoluto dello 0,7 per cento e  una riduzione del rischio del 21 per cento.
Le analisi hanno mostrato riduzioni significative tra i partecipanti che assumevano farmaco e integratore per quanto riguarda il rischio di ictus ischemico  2,2 per cento vs 2,8 per cento ) e di eventi cardiovascolari compositi (morte cardiovascolare, infarto e ictus).

Non c’era alcuna differenza significativa tra i gruppi nel rischio di ictus emorragico , infarto , o per tutte le cause di morte , o le frequenze di eventi avversi.
In conclusione, dagli studi emerge che l’assunzione di acido folico in concomitanza con i farmaci contro l’iperntensione arteriosa rende la cura più efficace.

L’acido folico è una vitamina idrosolubile “B9” necessaria per tutte le reazioni di sintesi, riparazione e cura del DNA; ha molte altre funzioni come quella di prevenire danni al sistema cardiocircolatorio dei neonati ed è importante per la sintesi dell’omocisteina (rimetilazione) e per altre importanti reazioni biochimiche. Sia i bambini sia gli adulti necessitano di acido folico per produrre normalmente i globuli rossi e prevenire forme di anemia.

Questo che abbiamo riportato ovviamente è uno studio: ricordatevi di non assumerei mai farmaci senza il parere del vostro medico curante.

Come nasce il caffè e quali sono le sue proprietà

Il caffè è un alimento molto diffuso nella nostra alimentazione e viene usato nel nostro paese ormai già da alcuni secoli, sin dai primi anni di importazione dalle Americhe. Il caffè è stato importato in Europa da Cristoforo Colombo, e già da subito ebbe molto apprezzamento per le sue doti “eccitanti”, ovvero la capacità di aumentare lo stato di veglia e vigilanza degli individue che lo assumevano.

Ma come nasce il caffè?

Il caffè è il prodotto della tostatura del chicco di caffè, ed ha la caratteristica di provocare un lieve stato di agitazione in coloro che ne bevono. Ciò che dà questa proprietà al caffè è la caffeina, che appunto stimola il nostro sistema nervoso e ci rende pi? attenti e ci fà passare lo stato di sonnolenza, rendendoci più vigili e reattivi.
Bere molti caffè al giorno, in genere non ha effetti controindicati, ma in alcune persone molto sensibili, nervose e agitate, può portare ad uno stato di nervosismo maggiore, alla mancanza di sonno ed a una maggiore agitazione.

Esistono tante varietà di caffè, provenienti da ogni parte del globo ed esiste oggi anche un caffè che tramite procedimenti particolari, viene reso innocuo dal punto di vista della caffeina: il decaffeinato.
In tale prodotto, generato tramite trattamenti chimici, il caffè perde la sua dose di caffeina, donandoci solo il suo ottimo gusto.

Nonostante gli italiani ritengano di essere dei grandi bevitori di caffè, in realtà le cose non stanno proprio così. Altri Paesi mondiali detengono la classifica dei pi? grandi consumatori di caffè, anche se probabilmente il caffè più venduto non è quello ristretto…

I 20 più grandi bevitori di caffè del mondo

Finlandia: 12 kg pro capite all’anno
Norvegia – 9,9
Islanda – 9
Danimarca – 8.7
Paesi Bassi – 8.4
Svezia – 8.2
Svizzera – 7.9
Belgio – 6.8
Lussemburgo – 6.5
Canada – 6.2
Bosnia ed Erzegovina – 6.1
Austria – 5.9
Italia – 5.8
Slovenia – 5.8
Brasile – 5.5
Germania – 5.5
Grecia – 5.4
Francia – 5.1
Croazia – 4.9
Cipro – 4.8

Come gustare un buon caffè?

Nel tempo il caffè è diventato una specialità dei Napoletani, che in tema di caffè hanno una vera e propria cultura secolare. Ed è da essi che apprendere come farlo e servirlo. Deve essere preparato con una moca, e bisogna mettere la fiamma della propria cucina bassa, in modo da lasciare il tempo al vapore di uscire pian piano. Una volta pronto, va consumato caldo, e va versato in una tazzina anch’essa calda e con un ampio bordo, in modo che nel passaggio sul bordo il caffè si raffreddi un pochino senza perdere il suo aroma. Molti bar purtroppo non rispettano queste semplici regole che a Napoli sono una tradizione e per tale motivo (ma anche per problemi di miscela) spesso alcuni caffè non risultano saporiti come altri. Io consiglio di bere il caffè senza zucchero, in modo da apprezzare completamente le sue caratteristiche ed il suo profumo intenso.

Caffè lungo o americano

Anche i nostri amici anglosassoni bevono questa bevanda strepitosa, ma lo fanno in un modo molto differente dal nostro. Infatti il loro è molto diluito nell’acqua e per tale motivo può risultare anche più forte del nostro (poichè in tale maniera esce più caffeina). Più che un caffè come si intende in Italia, quello Americano è una sorta di bevanda, una preparazione che viene effettuata con i chicchi di caffè, più simile ad un tè che al nostro caffè.

 

Le principali proprietà salutari del Caffè

1. Il caffè è una potente fonte di antiossidanti

Il caffè mostra più attività antiossidante del tè verde e del cacao, due superalimenti dalle propriet? antiossidanti. Gli scienziati hanno identificato circa 1.000 tipologie di antiossidanti all’interno dei chicchi di caffè non trasformati, e alcune centinaia di questi si trasferiscono anche durante il processo di tostatura.

Come ben sapete gli antiossidanti combattono le infiammazione che si trovano nel nostro corpo, una causa alla base di molte condizioni croniche, tra cui l’artrite, l’aterosclerosi e molti tipi di cancro. Inoltre neutralizzano i radicali liberi, che si presentano naturalmente come parte delle funzioni metaboliche quotidiane, ma che possono causare uno stress ossidativo che porta a malattie croniche. In altre parole, gli antiossidanti aiutano a mantenerci sani proteggendo le nostre cellule dai danni causati da vari fattori.

2. La caffeina fornisce un aumento della memoria a breve termine.

In molti studi si è constatato che la caffeina sembra interessare le particolari aree del cervello responsabili della memoria e della concentrazione, fornendo una spinta alla memoria a breve termine, sebbene non sia chiaro per quanto tempo duri questo effetto o come questo possa variare da persona a persona.

3. Il caffè può aiutare a proteggere dal declino cognitivo.

Oltre a fornire un temporaneo aumento dell’attivit? cerebrale e della memoria, il consumo regolare di caffè può aiutare a prevenire il declino cognitivo associato al morbo di Alzheimer e ad altri tipi di demenza senile. Alcuni studiosi hanno scoperto che il consumo di caffè si è dimostrato efficace nel diminuire del 60% il rischio di contrarre malattie quali Alzheimer e la demenza in età avanzata. E’ interessante notare che gli autori dello studio hanno anche misurato l’effetto del bere il tè (il tè come sapete non contiene caffeina ma principalmente teina) sul declino cognitivo, ma non hanno trovato alcuna associazione.

4. Il caffè fa bene al cuore.

Un importante studio olandese, che ha analizzato i dati di oltre 37.000 persone per un periodo di 13 anni, ha rilevato che i moderati bevitori di caffè (che consumavano da due a quattro tazze al giorno) avevano un rischio inferiore del 20% di malattie cardiache rispetto a quelli pesanti o leggeri bevitori di caffè ed anche rispetto ai non bevitori. Il principale motivo di tale scoperta è legato principalmente alle proprietà anti infiammatorie della bevanda.

5. Il caffè può diminuire l’incidenza di alcuni tumori.

Gli uomini che bevono caffè possono essere a minor rischio di sviluppare un cancro alla prostata piuttosto aggressivo. Inoltre, una nuova ricerca della Harvard School of Public Health suggerisce che bere quattro o più tazze di caffè al giorno diminuisce il rischio di cancro dell’endometrio nelle donne del 25% rispetto alle donne che bevevano meno di una tazza al giorno. I ricercatori hanno anche riscontrato legami tra il consumo regolare di caffè e tassi più bassi di cancro al fegato, al colon, al seno e al retto.

I polifenoli contenuti nel caffè, sostanze fitochimiche antiossidanti hanno proprietà anticancerogene e si pensa che contribuiscano a ridurre l’infiammazione che potrebbe essere responsabile di alcuni tumori.

 

Attenzione agli zuccheri aggiunti

Secondo un recente studio condotto sulla popolazione Americana, gli zuccheri aggiunti consumati in media da ogni cittadino USA rappresentano più del 13% di calorie ingerite al giorno, per un totale di circa 270 calorie. Questo dato ù davvero allarmante considerando che non solo in America, ma anche in tutto il resto del mondo il consumo di tale tipologia di zucchero è in continua crescita. Per darvi un’idea, anche l’Italia è un grande consumatore di zucchero bianco!

L’assunzione di zuccheri aggiunti (ovvero zuccheri esterni all’alimento principale che assumiamo) è particolarmente alta tra bambini, gli adolescenti ed i giovani in età adulta. La principale fonte di zuccheri aggiunti nelle diete tipiche degli Stati Uniti sono le bevande, che comprendono bevande analcoliche, bevande alla frutta, caffè e tè zuccherati, bevande energetiche, bevande alcoliche e acque aromatizzate. Le bevande rappresentano quasi la metà (47%) di tutti gli zuccheri aggiunti consumati dalla popolazione degli Stati Uniti. L’altra principale fonte di zuccheri aggiunti sono gli snack e i dolci, che includono dolci a base di cereali come torte, biscotti dolci, ciambelle, panini dolci e pasticcini; dessert caseari come gelati, altri dessert surgelati e budini; caramelle; zuccheri; marmellate; sciroppi; e condimenti dolci. Insieme, queste categorie di alimenti rappresentano oltre il 75% del consumo di tutti gli zuccheri aggiunti.

 

Quali sono i problemi per la salute?

L’impatto principale è sull’obesità e sullo sviluppo di diabete, casi entrambi ben documentati, ma in molti non sanno che un consumo elevato di zucchero può causare anche problemi al nostro cuore. Nel corso di uno studio condotto sulle relazioni tra zuccheri aggiunti ed il rischio di infarto, si è dimostrato come un consumo più elevato di zucchero rispetto alla media (dal 16 al 21% delle calorie provenienti da zuccheri) ha aumentato il rischio di infarto delle persone sottoposte al test di circa il 38% in più. Le motivazioni sono da ricondurre ad un aumento dell’affaticamento del sistema circolatorio dovuto alla “gestione” dello zucchero in eccesso, l’aumento di peso conseguenza di calorie ad alto indice glicemico, e l’aumento di rischio di diabete che porta anche a problemi al cuore.

Inoltre, lo zucchero non è un vero e proprio alimento; infatti non contiene alcuna sostanza nutritiva come vitamine, minerali, proteine o grassi salutari.

Altri effetti collaterali possono riguardare:

  • Interferenza con le funzioni immunitarie
  • Invecchiamento precoce
  • Problemi dentari (carie)
  • Disturbi nel comportamento
  • Dipendenza da prodotti dolci
  • Stress

Dove si nasconde?

Gli zuccheri aggiunti sono prettamente contenuti in questi prodotti:

Rank Gruppo alimentare % di assunzione in USA
1 Cole/energy drinks/bevande per lo sport 42.2%
2 Dolci e cibi a base di cereali 11.9%
3 Succhi di frutta 8.5%
4 Dolci a base di latte 5.5%
5 Caramelle 5.0%
6 Cereali 2.9%
7 Zucchero semplice / miele 4.1%
8 3.8%
9 Pane tostato 2.3%
10 Sciroppi e topping 1.4%

Avete ancora voglia di bere tutte quelle bevande zuccherate? Beh, rifletteteci.

I benefici per la salute della Cioccolata Fondente

Per moltissimi di noi il Cioccolato ? il massimo dal punto di vista del gusto alimentare, uno standard infallibile nei periodi di stress, una fonte sempre affidabile di consolazione quando abbiamo delusioni dalla vita, ed un potenziatore del nostro umore, oltre ad essere l’alimento più romantico in circolazione.

Negli ultimi anni, oltre a tutte le proprietà sopra elencate, gli scienziati hanno trovato una miriade di aspetti, scientificamente provati, per i quali il Cioccolato, il cioccolato fondente, ovvero quello con una percentuale di cacao di circa il settanta per cento o più – è davvero un toccasana per la nostra salute.

La ricerca in tale ambito continua, e gli esperti hanno gi? scoperto che il cioccolato fa bene al cuore, alla circolazione sanguigna e al cervello, ed è stato individuato anche come alimento che potrebbe essere di beneficio in malattie come l’autismo, l’obesità ed il diabete.

Il segreto è dato da sostanze presenti naturalmente nel cioccolato che possono offrire un certo grado di protezione contro malattie cardiache e disturbi circolatori correlati.

Molti studi hanno dimostrato che il cibo ricco di flavonali, sostanza che si trova in alimenti a base vegetale come mele, cipolle, arachidi e mirtilli rossi, nonchè nel vino rosso e nel cioccolato, può aiutare a mantenere la salute del sistema cardiovascolare.

Gli studi hanno dimostrato che il cioccolato è particolarmente ricco di grandi molecole di flavonoidi e quindi di flavonali. Sembra infatti che possieda una maggiore attività antiossidante rispetto al vino rosso; uno studio condotto in Inghilterra ha rilevato che 50 g di cioccolato fondente contengono tanti flavonoidi come sei mele, due bicchieri di vino o sette cipolle. Queste evidenze ci fanno capire che stiamo parlando di un Superalimento, ovvero un alimento dalle molteplici proprietà salutari.

 

Benefici per la salute

1. Cioccolato per un cuore sano

Il consumo regolare di cioccolato fondente può migliorare la salute cardiovascolare. In particolare, i polifenoli del cacao aumentano il colesterolo HDL (spesso considerato colesterolo buono), che a sua volta porta a una diminuzione del colesterolo LDL (colesterolo cattivo). Altri effetti includono livelli più elevati di ossido nitrico e una ridotta adesione piastrinica, con conseguente miglioramento della circolazione sanguigna. Le piastrine infatti sono molecole che agiscono sulla coagulazione del sangue, aumentandola.

 

2. Cioccolato fondente per uno stato d’animo migliore

Il cioccolato può migliorare il tuo stato d’umore, specialmente quando si è in forti situazioni di stress e pressione lavorativa.

 

3. Il cioccolato ti fa mangiare di meno

Uno degli effetti preferiti ai più del consumo di cioccolato è la riduzione dell’appetito. Uno studio ha quantificato questo dato dando ai partecipanti di un esperimento sul consumo di cioccolata una porzione di 100 g di cioccolato al latte o cioccolato fondente due ore prima di essere servito un pranzo a volontà. L’ingestione di cioccolato fondente è stata correlata con un’assunzione calorica inferiore del 17% al pasto successivo rispetto al gruppo che invece aveva ingerito cioccolato al latte.

 

4. Il cioccolato può aiutare a ridurre le infiammazioni

Il cioccolato ha proprietà di modulazione delle infiammazioni. In uno studio condotto su topi obesi che assumevano polvere di cacao, è stato riscontrato un livello di infiammazione e di insulina migliore rispetto a topi che non avevano l’integrazione di cacao magro.

 

5. Il cioccolato aumenta gli anticorpi

Da uno studio recente è emerso che il solo annusare il cioccolato può dare un impulso al nostro sistema immunitario: non devi nemmeno mangiare il cioccolato fondente per trarne beneficio! Nello studio i volontari hanno annusato cioccolato, carne e acqua salata. Solo nel caso in cui il cioccolato è stato annusato, i loro livelli di anticorpi sono aumentati. Probabilmente questo risultato è anche da associarsi al miglioramento dell’umore associato alla cioccolato e al cacao.

Per concludere possiamo consigliare a tutti l’assunzione di circa 30 grammi di cioccolata fondente <70% o cacao al giorno per un effetto benefico sulla nostra salute; cerchiamo invece di consumare meno cioccolato al latte perchè al suo interno invece si nascondono nutrienti non sempre adatti al nostro benessere.

Siamo tornati

Ebbene si, cari amici lettori, finalmente dopo qualche anno di pausa dal mondo del Web abbiamo deciso di cominciare nuovamente a diffondere informazioni e consigli utili sul mondo della Salute e del Benessere fisico e mentale.

TuttoSullaNutrizione è ritornato e a differenza del vecchio format diventa un punto di riferimento importante del settore Salute e Benessere offrendo tante informazioni e strumenti gratuti per aiutarvi a restare in salute per lungo tempo!

Nel sito troverete tante informazioni sui migliori cibi da mangiare, sugli integratori e la loro efficacia, su prodotti di qualità da poter acquistare; ma oltre a ciò avrete a disposizione Schemi di Allenamento, strumenti per le misurazioni corporee (come ad esempio il Calcolo dell’ Indice di Massa Corporea), Diete e tanto tanto altro.

Tutto cio lo facciamo perchè riteniamo che troppo spesso la nostra Salute ed in generale l’Alimentazione e lo Sport siano aspetti troppo spesso trascurati non solo da Noi stessi ma anche dalle Istituzioni che non forniscono mai abbastanza informazioni su queste tematiche.

 

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Vi auguriamo una buona lettura.

Le proprietà del limone

Spesso quando si parla delle proprietà della frutta di stagione e della frutta che fa bene alla nostra salute, ci si dimentica del limone, uno dei più comuni frutti del nostro Paese. In Italia infatti è possibile trovare questo agrume in ogni Regione o città e, grazie alla sua capacità di conservazione, in ogni giorno dell’anno.

Può essere consumato per condire le nostre insalate, il pesce e molti altri alimenti anche se in molti utilizzano le spremute di limone o lo inseriscono all’interno di caraffe di acqua per prenderne le vitamine in esso contenute.
Il limone è spesso poco considerato per le sue proprietà nutritive che, come vedrete, sono in realtà numerose ed importanti per la nostra Salute. Il limone è da sempre considerato una sorta di panacea universale per tutti i preziosi principi attivi di cui è costituito e per le sue numerose proprietà terapeutiche, che lo rendono largamente utilizzato anche nel campo della fitoterapia e dell’aromaterapia.

Da cosa è composto il limone?

  • Acido Citrico – Citrato di Calcio – Citrato di Potassio – Acido Malico
  • Glucosio e fruttosio (assimilabili direttamente)
  • Calcio – Ferro- Silice – Fosforo – Manganese – Rame
  • Gomme – Mucillagine
  • Albumine Terpeni – Linalolo – Aldeidi – Canfora di limone
  • Vitamine: B – B1 -B2 – Bs – A – C – PP

L’acido citrico e i citrati (sali) in esso contenuti sono dei naturali regolatori di acidità. II gruppo delle vitamine B è importante per l’equilibrio nervoso, per la nutrizione e per l’equilibrio della pelle. La vitamina A è importante per mantenere i tessuti giovani e per la crescita.
La vitamina C (100 g. di limone ne contengono 40-50 mg) è una vitamina indispensabile per vivere, è un antiossidante fondamentale contro i radicali liberi e agisce sulle ghiandole endocrine. La vitamina PP protegge i vasi circolatori.

E quali sono le proprietà medicamentose del limone?
Le principali prorpeità che da decenni si attribuiscono al limone sono le seguenti:
Antisettico, Battericida, Attivatore dei globuli bianchi (difese immunitarie), Rinfrescante, Febbrifugo, Tonico del sistema nervoso e simpatico, Tonico cardiaco, Disintossicante, Diuretico, Antireumat?co, Antigottoso, Antiatritico, Calmante, Antiacido gastrico, Antisclerotico (contro la senescenza), Antiscorbutico, Antivelenoso, Fluidificante sanguigno, Ipotensore (abbassa la pressione troppo alta), Depurativo, Remineralizzante, Antianemico, Stimolatore gastro-epatico-pancreatico, Emostatico, Carminativo (aiuta ad espellere i gas in eccesso), Vermifugo, Antipruriginoso, Alcalinizzante.

In moltissimi lo utilizzano per la cura della cellulite e per pulire la nostra pelle da tutte le impurità quali foruncoli e punti neri.

Come potete notare questo alimento è eccezionale dal punto di vista nutrizionale e dovrebbe essere consumato da ciascuno di noi per arricchire la nostra dieta quotidiana.

Secondo recenti studi il limene, grazie alla sua elevata quantit? di vitamina e di flavonoidi, aiuterebbe a contrastare possibili neoplasie (cancro) che generalmente possono insorgere con un elevato accumulo di radicali liberi all’interno del nostro organismo.

Qualche suggerimento
Per arricchire la vostra alimentazione usufruendo di tutte le proprietà del limone, Vi consigliamo di pulire bere il frutto e di tagliarlo a fette inserendolo poi in una caraffa da 1 litro e bere così l’acqua. Una soluzione semplice per ottenere tutti i benefici da questo portentoso alimento!
In alternativa, provate a bere ogni giorno la spremuta di mezzo limone con aggiunta di sola acqua, appena svegli al mattino, prima di fare colazione. Questa pratica è spesso inserita anche nelle diete di tipo “Detox”, ovvero disintossicanti e purificatrici.

Aggiungete inoltre limone spremuto sulle vostre insalate, sul pesce, sulle carni e su tutti gli alimenti che amate, meglio se fresco.

 

Proprietà per 100 grammi si alimento

Parte edibile (%):100 Acqua (g):92.1 Proteine (g):0.2 Lipidi(g):0 Colesterolo (mg):0 Carboidrati disponibili (g):1.4 Amido (g):0 Zuccheri solubili (g):1.4 Fibra totale (g):0 Fibra solubile (g):0 Fibra insolubile (g):0 Alcol (g):0 Energia (kcal):6 Energia (kJ):25 Sodio (mg):2 Potassio (mg):140 Ferro (mg):0.2 Calcio (mg):14 Fosforo (mg):10 Magnesio (mg): Zinco (mg): Rame (mg): Selenio (g): Tiamina (mg):0.02 Riboflavina (mg):0.02 Niacina (mg):0.2 Vitamina A retinolo eq. (g):0 Vitamina C (mg):43 Vitamina E (mg):tr

Leggere le analisi del colesterolo

Una delle più importanti analisi che possono essere effettuate per verificare la nostra salute è proprio quella sul Colesterolo. Il colesterolo indica la percentuale di grasso presente nel nostro sangue. Andando a leggere il risultato delle nostre analisi, possiamo trovare le seguenti indicazioni:

  • Colesterolo totale (valore desiderato minore di 190 mg/dl)
  • Colesterolo HDL (valore desiderato maggiore di 45 mg/dl)
  • Colesterolo LDL (valore desiderato minore di 100 mg/dl)

Il colesterolo è un grasso che ricopre numerose funzioni nel nostro organismo anche se una sua eccessiva accumulazione può portarci perfino alla morte. Risulta infatti evidente come elevate quantità di LDL plasmatiche possano essere considerate un fattore di rischio per lo sviluppo dell’aterosclerosi (che consiste nella formazione di placche lipidiche che si depositano sulla parete dei vasi accludendone parzialmente il lume); viceversa alti livelli nella concentrazione delle HDL diminuiscono il rischio.

Sono migliaia le persone che al mondo muoiono per un livello di colesterolo eccessivo nel sangue e per tale motivo vi inviatiamo a leggere questo articolo per capire almeno quali sono gli aspetti da valutare per capire se corriamo dei rischi oppure no.

I fattori che aumentano il colesterolo buono, sono:

  • lo sport o una attività fisica costante anche se di media intensità
  • una dieta ricca di omega-3 (contenuti solitamente nel pesce)
  • la vitamina C (presente negli agrumi, ma ancor di più nei peperoni e nel prezzemolo)

 

I fattori che aumentano il colesterolo cattivo, sono:

  • elevato consumo di latticini
  • elevato consumo di salumi e carni grasse
  • vita sedentaria
  • alimentazione non adeguata
  • uso eccessivo di alcolici

Come leggere le nostre analisi del sangue?

In Italia e in Francia il valore limite indicato per il tasso di colesterolo, al di sopra del quale non si dovrebbe mai salire, è 2 g /l (5,1 mmol/l), ma più è basso meglio è, come hanno evidenziato ampie indagini internazionali; le linee guida internazionali per il trattamento delle dislipidemie, formulate congiuntamente dal NCEP (National Cholesterol Education Program) statunitense e dalle agenzie europee EAS (European Atherosclerosis Society), ESC (European Society of Cardiology), EHS (European Society of Hypertension), prevedono come livelli target di colesterolo un valore inferiore a 190 mg/dl per il colesterolo totale e inferiore a 115 mg/l per il colesterolo LDL.

Il tasso di colesterolo LDL deve essere:

  • Minore o uguale a 1,3 g/l (3,4 mmol/l) se sono presenti fattori di rischio cardiovascolare;
  • Minore o uguale a 1,6 g/l (4,1 mmol/l) in assenza di fattori di rischio.

Quanto costano le analisi per la determinazione del colesterolo?

  • COLESTEROLO HDL 3,15 euro
  • COLESTEROLO TOTALE 1,40 euro

Come vedete i costi delle analisi sono davvero irrisori in quanto si è capita l’importanza di effettuare questo tipo di analisi e lo Stato ci aiuta nel fare prevenzione. Quindi, se è tanto che non avete fatto il test, perchè non prenotarne uno nella Asl più vicina?

Ricordiamo inoltre di riferire il risultato delle nostre analisi al vostro medico di fiducia in quanto tali risultati devono sempre essere visti in un quadro clinco più ampio.

Assunzione di cromo nei pazienti con Diabete mellito

Il Diabete mellito di tipo 2 (DM2) è la forma più diffusa di diabete in tutto il mondo. Questa forma di diabete è caratterizzata da difetti nella secrezione pancreatica di insulina causando iperglicemia imputabile a disturbi nell’assunzione dei carboidrati, al metabolismo dei grassi e dei lipidi. La presenza mondiale di diabete di tipo 2 è in aumento e più di 366 milioni di persone saranno affette da questa tipologia di malattia entro il 2030.

Nonostante i progressi della medicina moderna, il diabete di tipo 2 continua ad essere un problema per la salute dei cittadini. In uno studio sulla malattia è stato individuato che gli individui con diabete sono 1,6 volte più propensi ad utilizzare medicine alternative (integratori) rispetto all’assunzione delle classiche medicine.

 

Tra gli integratori più diffusi per combattere il diabete c’è il cromo.

Il cromo picolinato è un integratore alimentare che può essere usato in associazione ad altri farmaci nella terapia del diabete mellito sia di tipo 1 che 2. Gli studi mostrano che l’assunzione di cromo picolinato genera miglioramenti in uno o più parametri del controllo glicemico tra cui glicemia a digiuno, glicemia postprandiale, insulina a digiuno, insulina postprandiale, emoglobina glicata o sensibilità all’insulina.

Dal punto di vista metabolico, il cromo sembra in grado di potenziare le azioni dell’insulina rientrando nel cosiddetto fattore di tolleranza al glucosio, una sostanza a basso peso molecolare che – legandosi all’insulina ed al suo recettore – darebbe il via a quella cascata di eventi intracellulari che portano alla migrazione del pool di trasportatori?dal citoplasma alla membrana cellulare.

 

Tra le varie proprietà del cromo annoveriamo:

  • Controllo della glicemia nel diabete iniziale e senile
  • Limitare il colesterolo ed i trigliceridi nel sangue
  • Aumentare il vigore, la massa muscolare e la resistenza degli sportivi
  • Aiutare la perdita di peso o il suo mantenimento

Il Cromo (Cr) è un integratore comune utilizzato da molti pazienti con diabete di tipo 2 con lo scopo di migliorare la regolazione del glucosio e, nel 2002, le vendite di integratori di cromo sono stati stimati a 85 milioni dollari. Secondo l’Istituto Nazionale di Sanità un corretto apporto di cromo per uomini e donne è pari a 35 e 25 mg al giorno.

Il cloruro di cromo è la varietà naturale di cromo che si trova in fonti di cibo comuni quali: cereali integrali, broccoli, funghi e fagiolini. Forme di integrazione di cromo possono anche provenire dal lievito e dal lievito di birra. Il cromo è un micronutriente essenziale legato alla regolazione di molti processi del corpo umano, compreso dall’omeostasi del glucosio. Aiuta a regolare l’omeostasi del glucosio attivando i recettori dell’insulina aumentando così la trasduzione del segnale dell’insulina. Una carenza di cromo può provocare intolleranza al glucosio, un livello di insulina circolante elevata, e anche compromettere la crescita nei bambini.

Non ci sono attualmente prove sufficienti in letteratura avere una conclusione definitiva circa gli effetti del cromo picolinato sul controllo del glucosio.

Ricordatevi di chiedere sempre al vostro medico curante cosa dovete assumere per combattere la malattia ed evitate il fai da te.

Come eliminare il Reflusso Esofageo

Negli ultimi anni il problema del reflusso ? stato studiato attentamente da tutti gli studiosi di medicina in quanto affligge quotidianamente moltissimi individui. Una cosa che in molti non sanno ? che quello che spesso crediamo sia un semplice mal di gola o un bruciore di stomaco forte pu? essere dovuto proprio a tale malattia. Ad esempio delle laringiti acute possono essere provocate da reflusso gastroesofageo.

Nel mondo la percentuale di perosne affette da questo problema ? in crescita e la maggiore concentrazione di malati si ha negli stati pi? sviluppati, tra i primi Stati Uniti e Paesi dell’area Euro.

Ma cos’? in dettaglio questa patologia?

Il reflusso gastroesaofageo indica la risalita del contenuto acido presente nello stomaco all’interno dell’esofago, ovvero il canale che collega bocca e stomaca. Una valvola tra lo stomaco e l’esofago di solito impedisce il riflusso del contenuto acido dello stomaco. In alcuni individui questa valvola pu? essere debole, o ci pu? essere un aumento della pressione all’interno dello stomaco verso l’alto costringendo l’acido alla risalita. Per questo motivo spesso chi soffre di gastroesofagite avverte un senso di pienezza e forte bruciore di stomaco. E’ infatti la risalita dell’acido presente nello stomaco a fornire questi fastidi che se protratti nel tempo possono sfociare in vere e proprie patologie.

Tuttavia, la cosa importante da considerare ? che il reflusso non implica necessariamente una patologia grave; infatti se viene preso in tempo viene curato facilmente, seguendo una dieta e delle abitudini di vita salutari.

Come cercare di prevenire?

-Sicuramente la masticazione lenta e ben accurata aiuta il nostro apparato digerente a smaltire il cibo assunto con la dieta. Per tale motivo ad esempio che soffre di esofagite e reflusso deve cominciare a mangiare lentamente ed a masticare con calma il cibo.

-Spesso poi chi ? colpito da questa patologia ? un fumatore. Il passo da seguire ? quindi “smettere di fumare“.

-Anche lo stress influisce sulla digestione. Cercare di stare sereni ? uno dei metodi migliori per avere una digestione sana.

-Bere molto. L’acqua facilita in un certo senso la digestione, ammorbidendo i cibi che abbiamo nello stomaco.

-Evitare gli alcolici. L’alcol ? una bevanda pesante contenente sostanze che possono infiammare lo stomaco.

-Evitare la cioccolata

-Evitare pasti troppo abbondanti e pesanti.

Tra le persone pi? colpite da reflusso troviamo:

  • bambini molto piccoli
  • donne incinte
  • persone stressate (per il lavoro, per aspetti familiari o altro)
  • i fortemente obesi

Per chi soffre di?reflusso gastroesofageo cronico, la cura possibile ? solo quella attraverso i farmaci. Tuttavia uno stile di vita sano ed equilibrato migliora tanto le condizioni dei pazienti. Il passo migliore per capire se siete affetti da reflusso ? chiedere un parere al vostro medico curante e capire con lui quali esami sostenere. Di li poi seguir? la cura con farmaci specifici.

Chiedete un appuntamento con il vostro medico di famiglia e cercate di capire le cause del vostro problema: ? l’unico modo per contrastarlo!

Bere vino durante la gravidanza

Ogni tanto sia su internet che su alcuni giornali si leggono delle notizie false alle quali però alcuni di noi finiscono pre credere. Tra queste di certo spesso avrete sentito parlare della possibilità di bere vino nella fase della gravidanza. Molte di voi quindi si staranno chiedendo se è vera la tesi per la quale bere il Vino in gravidanza faccia male alla salute del nascituro.

Dobbiamo sapere che il Vino è uno degli alcolici più diffusi in tutto il mondo, sopratutto nei paesi dell’area Mediterranea, tra cui l’Italia dove viene consumato quasi in tutte le famiglie. Derivando direttamente dall’uva, il vino ha numerose proprietà e caratteristiche benefiche per il nostro organismo; ad esempio è implicato nella riduzione di tutta una serie di malattie come l’arterosclerosi e alcune forme di cardiopatie, e quando è rosso è ottimo per contrastare la formazione del colesterolo HDL; contiene polifenoli, sostanze anti invecchiamento ottime per restare in salute nel tempo. Ma tutte questi fattori benefici non sono sempre tali.

Infatti, nonostante questi ottimi requisiti, il Vino non deve essere assolutamente bevuto durante la gravidanza. Gli alcolici in generale devono essere evitati così come tante altri cibi che potrebbero generare effetti indesiderati al piccolo che portiamo in grembo. L’alcolo nello specifico non viene assimilato e digerito bene dai bambini nel grembo e in taluni casi si potrebbero avere dei problemi durante la gravidanza e recare dei danni molto seri ai principali apparati vitali del proprio bambino.

Nonostante tutti gli avvertimenti al mondo ci sono ancora donne che per un motivo o l’altro fanno utilizzo di alcol e/o vino durante il periodo gestazionale. In taluni casi è stata riscontata la “sindrome alcolica fetale”: tale sindrome colpisce i bambini appena nati che sono stati sottoposti ad assunzione di alcol durante il periodo della gravidanza.

I problemi che potrebbero derivarne sono:

  • anomalie craniofacciali (tra cui microcefalia)
  • disfunzioni del sistema nervoso centrale (iperattività, deficit di attenzione, ritardo mentale e disfunzioni dell’apprendimento)
  • rallentamento della crescita
  • epilessia
  • scanalatura sottosviluppata fra naso ed labbro superiore
  • difficoltà e scarsa abilità di socializzazione
  • difficoltà di apprendimento

Possono essere presenti complicazioni renali, cardiache (difetto del setto) e gastriche. Come avrete capito, il gioco non vale assolutamente la candela. Stare 9 mesi senza bere nessun goccio di vino vi porterà solo dei benefici in termini di salute, sopratutto al vostro bambino. Non siate quindi egoiste ed evitate di bere qualsiasi tipologia di prodotto alcolico, anche quelli con minime tracce di alcol.

Se siete incinte, smettete di bere, e già che vi trovate, smettere anche di fumare!

Lo Yogurt Greco fa bene alla nostra linea?

Negli ultimi anni l’interesse dei medici verso lo yogurt ? stata sempre maggiore per via delle numerosissime propriet? che tale alimento possiede. Derivando direttamente dal latte, lo Yogurt eredita tutti i principi nutritivi del latte, aggiungendone di propri per diventare un prodotto davvero eccezionale. Viene spesso consumato al naturale oppure aromatizzato con la frutta o con altre tipologie di sciroppi.

Tra le tipologie di Yogurt preferite da noi italiani troviamo quello che comunemente chiamiamo “Greco“. Questo prodotto a differenza di quello tradizionale ha una consistenza pi? densa e un sapore ancora pi? amabile. La differenza sta proprio nella lavorazione in quanto il Greco generalmente viene lavorato tre volte rispetto alle due del classico Yogurt italiano, in modo da eliminare la parte acida. Questa maggiore lavorazione, non fa perdere le ottime qualit? del prodotto e conferisce solitamente un maggiore apporto di proteine, fondamentali per il benessere del nostro corpo e per la crescita dei nostri bambini.

La sua pi? grande propriet? deriva dalla presenza di probiotici, sostanza naturali che aiutano il nostro organismo a scindere le sostanze ingerite e che migliorano il nostro sistema immunitario a combattere qualsiasi forma di malattia esterna. Un vero toccasana la nostra salute. Inoltre lo Yogurt Greco ha un’ottima fonte di calcio, ideale per il mantenimento e la crescita delle ossa. Sopratutto le donne ne traggono beneficio in quanto esso apporta una buona dose di calcio fondamentale sopratutto in menopausa.

In aggiunta pu? essere un sostituto quasi perfetto del latte anche in tutti quei soggetti che sono intolleranti al latte. Le intollerante infatti derivano dalla presenta dello zucchero naturale presente nel latte, il lattosio che nello Yogurt viene scisso in?glucosio e il galattosio, zuccheri semplici che non provocano gli stessi spiacevoli effetti del lattosio.

Lo?Yogurt Greco?? particolarmente indicato nelle diete e ci pu? accompagnare anche durante gli spuntini. La sua bassa quantit? di calorie ( attenzione per? alle varie offerte poich? alcune tipologie hanno molte aggiunte) permette di essere un ideale alleato contro la lotta al grasso in eccesso. Pu? essere anche utilizzato come perfetto sostituto di una cena, se si vuole rimanere leggeri.

Un esempio

Uno dei migliori esempio di yogurt Greco ? quello prodotto e commercializzato da?Fage, azienda che da anni produce prodotti derivanti dal latte. Alcuni dei suoi prodotti grazie a un particolare processo che usa 4 litri di latte per produrre 1 chilo di yogurt, sono ricchi di proteine nonostante il loro basso contenuto di grassi.? Inoltre il loro sapore ? veramente unico ed inconfondibile e per tale motivo ? uno dei prodotti pi? dissusi. Se volete provarne qualcuno, vi consigliamo?TOTAL 0%?e?TOTAL 2%, tra i migliori in assoluto della Fage.

Alcune caratteristiche:

VALORI INFORMAZIONI PER 100 g DI PRODOTTO

  • Valore energetico 403 kJ (96 kcal)
  • Proteine 9 g
  • Carboidrati 3,8 g
  • Grassi 5 g

Disponibile in confezione singola o doppia (2x170gr). Assolutamente da provare!